Straccameriggi

un blog sempre in ferie

Un mondo libero

“Sì, sono stato io, sono stato io, IO!”. Ecco, vorrei un mondo così. Libero da falsità, ipocrisia, omertà, proibizionismo e bugie. Vorrei un mondo in cui ognuno si prende le responsabilità delle proprie azioni, e ne va fiero, e la smette di addossare colpe sugli altri, su gente che magari non ha neanche mai visto prima. Vorrei un mondo in cui tutti fossero sinceri, puri, orgogliosi e liberi di ammettere “sì, sono stato io, HO SCOREGGIATO IO!”.

Vi immaginate quanto sarebbe più elevato il tenore di vita degli esseri umani se tutti andassero fieri dei propri peti? E scoreggiassero convintamente, ardentemente, spassionatamente?

Ad esempio, non sareste costretti a stressare di continuo la vostra trachea con quegli orribili colpetti di tosse atti a mascherare la trombetta a cui date fiato più in basso. Oppure non sembrereste spesso dei goffi metronomi fuori sincro, perché la smettereste di far finta che, proprio quando siete seduti, vi serva ogni due minuti qualcosa dalla tasca posteriore dei jeans. E poi subito qualcosa dall’altra. Non amereste così tanto le discoteche e avreste molta meno paura di salire in ascensore. Ridurreste drasticamente le probabilità di contrarre un cancro ai polmoni dato che tutte le volte che siete in casa di ospiti evitereste di rifugiarvi sul balcone a spurgare la fagiolata adducendo come scusa la sigaretta. O non prendereste a testate chi vi si rivolge con un candido “ma figurati, puoi fumare anche in casa”. O ancora, non trascorreste le prime romantiche notti in compagnia del partner a divaricarvi le chiappe nel tentativo di renderle afone e quindi non dovreste mummificarvi con il lenzuolo nella vana speranza di scongiurare la fuoriuscita di gas. E guardate, potrei andare avanti per delle ore! Ma che cazzo, volete ficcarvelo in testa che è la scoreggia il sapore della vita?

Anche Benigni, tanti anni fa, ha provato a perorare una simile nobil causa, salvo poi iniziare ad occuparsi di robe tipo Olocausto, Divina Commedia e Berlusconi di cui si sa, non frega un cazzo a nessuno. E voi, giustizialisti del quartierino, pacifisti della domenica, libertari di ‘sta ceppa, siate coerenti alle vostre idee una santa volta, sostenete il mio credo, unitevi al grido “scoreggia libera per un mondo libero”. Smettetela di seminare in giro scie anonime che poi va a finire è stato il malcapitato di turno. Il vostro meteorismo non può essere un bene comune.  E’ solo vostro, punto. E poi, finitela di usare la scoreggia come arma batteriologica e di piazzarla lì, alle spalle del vostro nemico, per poi squagliarvela un istante prima che la pestilenza si propaghi. Sapete quante reputazioni rovinate, carriere stroncate, casi diplomatici e conflitti armati avete sulla coscienza? Migliaia! Vergogna!

Oh, ecco, mi sono sfogato, ora mi sento decisamente più leggero. Anche se è meglio se cambio stanza.

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