Straccameriggi

un blog sempre in ferie

Archivio per la categoria “Pensieri in libertà”

Prim’arie

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Giunto è il dì, lo quel del gran giudizio.
Tra il giovincel e lo usato sicuro
saprem de lo PD chi è lo patrizio.

“Stival cambiam, lo farem ricco e puro”.
Così parlò, re degli accentratori,
che fa de lo plural zoccolo duro.

“Prendiamci caffein, freniam gli ardori”
propose il fiorentin com’ultim mossa
dopo dichiarazion che parean cori

usciti de lo stadio e non da glossa,
all’altro, che del nulla è la riprova,
ché ha perso gran vantaggio senza mossa.

Sperando sta, che quell’esposto muova
coscienza popolar contr’a ingiustizia
quand’anch’egli figlio è di quella cova

che fa uso del giornal con gran perizia.
Votante andrò, a lo seggio paesano,
registrommi prima che la notizia

del voto al ballottaggio fosse arcano
e che tale argomento diventasse
materia di dibattito sì vano.

Concordo con voi, sì: mejo sparasse.

La storia di Antonio

Ok, vi avverto, stavolta parliamo di cose serie. Di una storia che se non ti ci immedesimi sei un essere arido, insensibile, cattivo. Di una vicenda che ti tiene lì con l’occhio umido e la bocca spalancata, in preda a spasmi e in attesa di liberarti di un peso divenuto insopportabile. No, mi spiace deludervi, non parliamo del fastidiosissimo starnuto a metà. Ma di un’angoscia ben più profonda, talmente tanto che se ti fermi a osservarla ti vengono le vertigini. Parliamo della storia di Antonio, 4 anni (cerebrali), che ha sconfitto la stupida acne grazie a estenuanti cure a base di Topexan.

I più sensibili si commuoveranno di fronte alla foto di Antonio, i più altruisti la condivideranno sulle loro bacheche di Facebook, i più filantropi la ricopriranno di commenti zeppi di cuori, puntini di sospensione, vezzeggiativi e errori ortografici.

Perché Antonio ce l’ha fatta, ha sofferto, combattuto e vinto la battaglia contro l’acne. Antonio potrà tornare al rassicurante tran tran quotidiano, a picchiare selvaggiamente giornalisti, a sniffare bamba (e rischiare di rimanerci secco), a insultare presidenti, dirigenti e compagni, a stroncare bandierine dei calci d’angolo, a uccidere congiuntivi, a sperare che i froci in nazionale non ci sono, a dichiarare di essersi scopato dalle 600 alle 700 donne perché a sentir quel che si dice quei froci ci sono eccome e gli stanno più vicini di quanto voglia farci credere. Insomma, gioite gente, Antonio è risorto!

E’ chiaro che Antonio tornerà a vivere serenamente solo se tutti gli staranno vicino. A partire dai suoi genitori, che hanno deciso di immortalarlo nel momento della vittoria, con quel cartello tanto espressivo sulle cosce, e di diffondere la sua fotografia in rete. Per proseguire poi con chi rapito dalla bellezza di quell’immagine la diffonderà su Facebook a costo di mettere repentaglio la propria reputazione di pagina dedicata alle più invereconde cazzate. Per poi finire con voi utenti dal cuore d’oro, che certamente vi squaglierete di fronte allo schermo, capterete negli occhietti vispi di Antonio il senso della vita e che un dito lo muoverete, a vostro modo, picchiettandolo sulla testiera.

Perché è importante non arrendersi alle ingiustizie della vita e odiare chi se ne strafrega di certe malattie tanto gravi. E’ dai piccoli gesti quotidiani, da un mi piace su Facebook o da un tenero ♥ che nascono battaglie più importanti. Gli internauti più nobili non resteranno mai insensibili di fronte a certi argomenti, mai, neanche morti. Di cancro.
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Nota al moralista: a te che non sfugge proprio niente e che ti sei sorbito questo ripugnante post sarà chiaro che è ispirato alla storia di Asia, 4 anni, che oggi, 27 luglio 2012, ha fatto l’ultima chemio (non kemio, cazzo!) e ha sconfitto il cancro. Una storia che un mesetto fa ha commosso il mondo del web. Dal momento che dubito lo sia già, è bene ti sia chiaro l’enorme disprezzo che ho provato nei confronti dei genitori/paparazzi di Asia, nei confronti della pagina Facebook Mi Piace, che ha impunemente inserito la foto di Asia in mezzo a tette, culi e Justin Bieber all’unico scopo di farsi pubblicità, e nei confronti degli oltre 50 mila utenti che il mi piace sotto quella foto ce l’hanno messo e che l’hanno pure giustificato con un compassionevole commento. E’ necessario che ti sia altresì chiaro che la vittima di tale smisurata onda di affetto è proprio lei, la povera Asia, 4 anni, che oggi, 27 luglio 2012, ha fatto l’ultima chemio (non kemio, cazzo!) e ha sconfitto il cancro.

Un enorme ringraziamento va di diritto a Lughino, autore dello sfottomontaggio su Antonio Cassano e eccezionale vignettista e autore satirico. Lo trovate su Spinoza, Facebook, Twitter e a casa sua.

Un mondo libero

“Sì, sono stato io, sono stato io, IO!”. Ecco, vorrei un mondo così. Libero da falsità, ipocrisia, omertà, proibizionismo e bugie. Vorrei un mondo in cui ognuno si prende le responsabilità delle proprie azioni, e ne va fiero, e la smette di addossare colpe sugli altri, su gente che magari non ha neanche mai visto prima. Vorrei un mondo in cui tutti fossero sinceri, puri, orgogliosi e liberi di ammettere “sì, sono stato io, HO SCOREGGIATO IO!”.

Vi immaginate quanto sarebbe più elevato il tenore di vita degli esseri umani se tutti andassero fieri dei propri peti? E scoreggiassero convintamente, ardentemente, spassionatamente?

Ad esempio, non sareste costretti a stressare di continuo la vostra trachea con quegli orribili colpetti di tosse atti a mascherare la trombetta a cui date fiato più in basso. Oppure non sembrereste spesso dei goffi metronomi fuori sincro, perché la smettereste di far finta che, proprio quando siete seduti, vi serva ogni due minuti qualcosa dalla tasca posteriore dei jeans. E poi subito qualcosa dall’altra. Non amereste così tanto le discoteche e avreste molta meno paura di salire in ascensore. Ridurreste drasticamente le probabilità di contrarre un cancro ai polmoni dato che tutte le volte che siete in casa di ospiti evitereste di rifugiarvi sul balcone a spurgare la fagiolata adducendo come scusa la sigaretta. O non prendereste a testate chi vi si rivolge con un candido “ma figurati, puoi fumare anche in casa”. O ancora, non trascorreste le prime romantiche notti in compagnia del partner a divaricarvi le chiappe nel tentativo di renderle afone e quindi non dovreste mummificarvi con il lenzuolo nella vana speranza di scongiurare la fuoriuscita di gas. E guardate, potrei andare avanti per delle ore! Ma che cazzo, volete ficcarvelo in testa che è la scoreggia il sapore della vita?

Anche Benigni, tanti anni fa, ha provato a perorare una simile nobil causa, salvo poi iniziare ad occuparsi di robe tipo Olocausto, Divina Commedia e Berlusconi di cui si sa, non frega un cazzo a nessuno. E voi, giustizialisti del quartierino, pacifisti della domenica, libertari di ‘sta ceppa, siate coerenti alle vostre idee una santa volta, sostenete il mio credo, unitevi al grido “scoreggia libera per un mondo libero”. Smettetela di seminare in giro scie anonime che poi va a finire è stato il malcapitato di turno. Il vostro meteorismo non può essere un bene comune.  E’ solo vostro, punto. E poi, finitela di usare la scoreggia come arma batteriologica e di piazzarla lì, alle spalle del vostro nemico, per poi squagliarvela un istante prima che la pestilenza si propaghi. Sapete quante reputazioni rovinate, carriere stroncate, casi diplomatici e conflitti armati avete sulla coscienza? Migliaia! Vergogna!

Oh, ecco, mi sono sfogato, ora mi sento decisamente più leggero. Anche se è meglio se cambio stanza.

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