Straccameriggi

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Archivio per il tag “Di Natale”

Forza Italia

Dicesi tifo quel processo socio-aggregativo di matrice irrazionale che interessa tutti gli esseri umani del pianeta Terra. Si sviluppa in età neonatale e una volta che il meccanismo di imprinting con i giusti colori ha avuto luogo tornare indietro è impossibile. Non ci sono Moggi, Masiello, Gheddafi Junior o Capezzone che tengano. Non esistono cattivo esempio, ritegno o vergogna. Ti seguirà ovunque, per sempre, come un disturbo compulsivo ti costringerà a odiare i colori degli altri e a ritrovarti abbracciato a perfetti sconosciuti, ma colorati come te.

Lo sconosciuto in questione è proprio perfetto: non so come si chiama, non so da dove viene, non so che ci faccia qua. Però ha una maglietta azzurra indosso. E quando Pirlo ti fa una giocata come quella e Di Natale te la infila precisa all’angolino beh, ti abbracceresti pure Borghezio tanta è la gioia di ritrovarti accanto qualcuno che condivide la tua stessa irrefrenabile passione per il tricolore.

Anch’io ho la mia maglietta azzurra addosso. Sarà di dieci anni fa, forse qualcuno se la ricorda: Federazione Italiana Giuoco Calcio sul cuore, la scritta ITALIA di dietro, all’altezza del culo, a completare la metafora. La indosso fiero, tronfio, a petto in fuori, raggiungo a piedi il bar dove danno la partita e lungo il tragitto incrocio il nemico, quello con la maglietta rossa, quello che solo per aver osato attraversare il mio campo visivo gli darei la pena di morte.

Ma per fortuna non esiste più, non siamo mica nel medioevo, fiu.

Avvicino il bastardo, “oggi vi facciamo un culo così”, “guarda che siamo noi i campioni del mondo”, “ehi, bello, le vedi le tre stellette qui?, ecco, tieni conto che ne manca anche una”, “ah, e anche d’Europa”, “sì, sì, sfotti, finirete come la Grecia, che neanche con quei mentecatti dei polacchi è riuscita a vincere”, “ti dice qualcosa la parola tasso di disoccupazione?, voi siete a mala pena al 10, noi a più del 20, vi massacriamo, cazzoni”. Eh no eh, questa proprio no! Mi hai fatto proprio inc…

Ma per fortuna svolta al primo angolo e sparisce, che a momenti gli metto le mani addosso, fiu.

La partita scorre via velocissima, neanche il tempo di godermi l’abbraccio con il mio sconosciuto che già c’hanno rifatto gol. Me ne torno a casa pensando che mettere Giaccherini esterno in un centrocampo a cinque è stata una vera cazzata e che se proprio vuoi fare il fenomeno levalo subito dopo il gol e metti dentro Balzaretti che almeno ti copri, no? Ma con te, caro Prandelli, facciamo i conti più tardi. Qui c’è un altro pezzente con la maglietta rossa che con quell’aria di sfida proprio a me non mi ci devi guardare, e si avvicina pure, ora ti sist… “Bella partita eh, complimenti, vedrai che ci ritroveremo in finale”.

Ma per fortuna non mi faccio fregare e alla parola “finale” mi do una rapida e energica strizzata ai genitali, fiu.

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