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La storia di Antonio

Ok, vi avverto, stavolta parliamo di cose serie. Di una storia che se non ti ci immedesimi sei un essere arido, insensibile, cattivo. Di una vicenda che ti tiene lì con l’occhio umido e la bocca spalancata, in preda a spasmi e in attesa di liberarti di un peso divenuto insopportabile. No, mi spiace deludervi, non parliamo del fastidiosissimo starnuto a metà. Ma di un’angoscia ben più profonda, talmente tanto che se ti fermi a osservarla ti vengono le vertigini. Parliamo della storia di Antonio, 4 anni (cerebrali), che ha sconfitto la stupida acne grazie a estenuanti cure a base di Topexan.

I più sensibili si commuoveranno di fronte alla foto di Antonio, i più altruisti la condivideranno sulle loro bacheche di Facebook, i più filantropi la ricopriranno di commenti zeppi di cuori, puntini di sospensione, vezzeggiativi e errori ortografici.

Perché Antonio ce l’ha fatta, ha sofferto, combattuto e vinto la battaglia contro l’acne. Antonio potrà tornare al rassicurante tran tran quotidiano, a picchiare selvaggiamente giornalisti, a sniffare bamba (e rischiare di rimanerci secco), a insultare presidenti, dirigenti e compagni, a stroncare bandierine dei calci d’angolo, a uccidere congiuntivi, a sperare che i froci in nazionale non ci sono, a dichiarare di essersi scopato dalle 600 alle 700 donne perché a sentir quel che si dice quei froci ci sono eccome e gli stanno più vicini di quanto voglia farci credere. Insomma, gioite gente, Antonio è risorto!

E’ chiaro che Antonio tornerà a vivere serenamente solo se tutti gli staranno vicino. A partire dai suoi genitori, che hanno deciso di immortalarlo nel momento della vittoria, con quel cartello tanto espressivo sulle cosce, e di diffondere la sua fotografia in rete. Per proseguire poi con chi rapito dalla bellezza di quell’immagine la diffonderà su Facebook a costo di mettere repentaglio la propria reputazione di pagina dedicata alle più invereconde cazzate. Per poi finire con voi utenti dal cuore d’oro, che certamente vi squaglierete di fronte allo schermo, capterete negli occhietti vispi di Antonio il senso della vita e che un dito lo muoverete, a vostro modo, picchiettandolo sulla testiera.

Perché è importante non arrendersi alle ingiustizie della vita e odiare chi se ne strafrega di certe malattie tanto gravi. E’ dai piccoli gesti quotidiani, da un mi piace su Facebook o da un tenero ♥ che nascono battaglie più importanti. Gli internauti più nobili non resteranno mai insensibili di fronte a certi argomenti, mai, neanche morti. Di cancro.
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Nota al moralista: a te che non sfugge proprio niente e che ti sei sorbito questo ripugnante post sarà chiaro che è ispirato alla storia di Asia, 4 anni, che oggi, 27 luglio 2012, ha fatto l’ultima chemio (non kemio, cazzo!) e ha sconfitto il cancro. Una storia che un mesetto fa ha commosso il mondo del web. Dal momento che dubito lo sia già, è bene ti sia chiaro l’enorme disprezzo che ho provato nei confronti dei genitori/paparazzi di Asia, nei confronti della pagina Facebook Mi Piace, che ha impunemente inserito la foto di Asia in mezzo a tette, culi e Justin Bieber all’unico scopo di farsi pubblicità, e nei confronti degli oltre 50 mila utenti che il mi piace sotto quella foto ce l’hanno messo e che l’hanno pure giustificato con un compassionevole commento. E’ necessario che ti sia altresì chiaro che la vittima di tale smisurata onda di affetto è proprio lei, la povera Asia, 4 anni, che oggi, 27 luglio 2012, ha fatto l’ultima chemio (non kemio, cazzo!) e ha sconfitto il cancro.

Un enorme ringraziamento va di diritto a Lughino, autore dello sfottomontaggio su Antonio Cassano e eccezionale vignettista e autore satirico. Lo trovate su Spinoza, Facebook, Twitter e a casa sua.

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